Drago Jančar: “L’allievo di Joyce”

Presentazione del libro trilingue di Drago Jančar L’allievo di Joyce (traduzione in italiano: Veronika Brecelj, traduzione in croato: Mirjana Hećimović; editori: Slovenski klub, Forum Tomizza): Lapidario, Museo Regionale di Capodistria, 22 maggio 2025 alle ore 17:30; Circolo, Umago, 23 maggio 2025 alle ore 19:30.

Porto di incontri, arrivi, partenze. E’ in questa vivace e plurilingue Trieste d’inizio Ventesimo secolo che s’incrociano le vite del maestro irlandese James Joyce (1882–1941) e del triestino Boris Furlan (1894–1957). In quel momento, non possono sapere cosa li riserverà la sorte. Il futuro gigante della letteratura mondiale e il futuro preside della Facoltà di Giurisprudenza di Lubiana sono solo un insegnante di inglese e un allievo curioso che si incontrano nell’appartamento di Furlan nei pressi del Canale di Trieste.
Entrambi tra qualche anno lasceranno Trieste, dove non si sentiranno più a casa. Joyce, dopo l’arrivo dell’Italia, sentirà la mancanza dell’anima cosmopolita della città. Il patriota sloveno Furlan per sfuggire all’arresto da parte del regime fascista.
La storia si prenderà gioco senza pietà soprattutto di Furlan, intrappolandolo negli ingranaggi dell’ideologia. Lo scrittore sloveno Drago Jančar, molti anni dopo, li conferirà per sempre un posto nella letteratura slovena con la sua novella
L’allievo di Joyce.
Con questo libretto trilingue, Boris Furlan nel maggio del 2025, ritorna a casa, sulle coste dell’Adriatico, nella sua Trieste.

Poljanka Dolhar (Trieste Capodistria Umago)

Drago Jančar (1948) è uno scrittore, drammaturgo e saggista sloveno, originario di Maribor. È considerato uno degli scrittori sloveni contemporanei più acclamati e quello più tradotto. Da studente è stato condannato al carcere per “propaganda d’odio”. Per oltre trent’anni è stato redattore e segretario della casa editrice Slovenska matica.

Le sue opere teatrali sono state messe in scena non solo in Slovenia e in Jugoslavia, ma anche in Austria, Italia, Ungheria, Bulgaria, negli Stati Uniti e altrove. I suoi romanzi, le raccolte di racconti brevi e le opere teatrali hanno ricevuto i più importanti premi sloveni, tra cui quattro premi Kresnik per il miglior romanzo sloveno dell’anno e il Premio Prešeren, ed inoltre riconoscimenti internazionali come la Croce d’Onore austriaca per le scienze e le arti di I Classe. È membro effettivo dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti.

Al centro delle opere di Jančar ci sono le questioni esistenziali dell’uomo, spesso dominato dai meccanismi ingovernabili e imponderabili della storia. I temi storici fanno da cornice al trattamento esistenzialista dei destini individuali, schiacciati negli ingranaggi della società.