Quest’anno abbiamo chiesto agli autori di inviarci i loro racconti brevi a tema: ELOGIO DELLA FOLLIA. La giuria del concorso letterario Lapis Histriae 2025, composta dalle scrittrici Laura Marchig e Tea Tulić e dallo scrittore Goran Vojnović, venerdì 23 maggio 2025 al Forum Tomizza di Umago ha proclamato i risultati del concorso. La giuria ha constatato che al 20° Concorso letterario internazionale per prosa breve Lapis Histriae, organizzato dal Forum Tomizza, sono pervenuti 220 testi in lingua croata, slovena, italiana, bosniaca, serba e montenegrina.
Quest’anno vengono assegnati tre premi. La giuria ha deciso di assegnare il PRIMO PREMIO a Pavle Aleksić (Belgrado, Alaska) per il racconto “Island”. Il primo premio Lapis Histriae 2025 è del valore di 1.000,00 euro. L’artefatto Lapis Histriae 2025 è un’opera dello scultore Ljubo de Karina. La vincitrice del SECONDO PREMIO (600,00 euro) è Estella Veronica Grubač (Ivanec, Varaždin) per il racconto “Jedan dan van tijela radnice”. Il TERZO PREMIO (400,00 euro) va a Marijana Čanak (Novi Žednik, Subotica) per il racconto “Pisma drugoj”.
I racconti scelti per la raccolta Lapis Histriae 2025
Tredici sono i racconti entrati nella finale del 20° Lapis Histriae. Ai racconti premiati si aggiungono anche i seguenti racconti: “Princes krofna” di Tamara Stojanović (Belgrado), “Šta sve pada” di Jadranka Milenković (Niš), “Ritual točke” di Davorin Lenko (Solčava), “Panin z jabukama” di Dalen Belić (Pisino), “Mjesec je nedužan” di Lejla Kalamujić (Sarajevo), “Reciklažni centar” di Viktorija Majačić (Županja), “Gluho bilo” di Aida Šečić Nezirević (Sarajevo), “Drvo spoznaje gospođe H.” di Dragan Radovančević (Sremska Mitrovica), “Sipe” di Jelena Benčić (Varaždin, Berlino) e “La bestia” di Lorella Franco (Ronchi dei Legionari). I racconti saranno pubblicati a fine anno nella raccolta Lapis Histriae 2025, pubblicata dalla Biblioteca civica Umago.
Argomentazione del premio
PRIMO PREMIO
Nel racconto “Island” di Pavle Aleksić, l’innominato protagonista, un uomo di sessantasette anni, narra gli eventi di una giornata invernale, tre giorni prima del Natale ortodosso, in un villaggio sepolto dalla neve, da qualche parte sull’altopiano nell’entroterra della Serbia. La maggior parte delle vicende si svolge nella casa dei suoi genitori e nei suoi dintorni, dove il protagonista si prende cura del padre, quasi centenario, da diciassette anni malato. Nella narrazione del protagonista, si delineano con delicatezza i mutamenti del suo stato emotivo: dalla paura, ansia, speranza, rabbia fino alla nostalgia e al “rimpianto”. Quel giorno, infatti, risulta differente dalla monotona quotidianità: quella sera, per la prima volta, nella loro casa dovrebbe entrare Ljubica, ex collega del protagonista, con la quale, dopo la morte del marito, durante l’autunno ha iniziato a diventare più intimo e per lei ha preparato un regalo di Natale: un libro di poesie. La figlia di Ljubica vive in Islanda, e anche lei desidera trasferirvisi: “…per quanto possa nevicare lì, appena la neve tocca terra la puliscono subito, mentre noi qui restiamo bloccati appena ne cade un po’”.
Turbato da sentimenti contrastanti, ma soprattutto dalla possibilità di iniziare una nuova vita, il protagonista spala con foga la neve attorno alla casa, apre un varco per la macchina e prepara la casa per l’atteso arrivo della cara ospite. Tuttavia, con l’arrivo della sera, lo stato di salute del padre peggiora, l’incontro viene annullato, e il protagonista si prepara per andare dal medico…
Nel racconto “Island”, Pavle Aleksić costruisce l’atmosfera indimenticabile di una vita congelata e isolata, vita che rispecchia gli attuali sommovimenti in Serbia, il crollo delle strutture sociali, i blocchi, ma anche un animo utopistico. Ma, prima di tutto, la narrazione di “Island” nasce dal moto interiore del protagonista, che in tutta questa “follia” riesce a sentire la voce dell’altro e ad accettare con responsabilità la cura per la vita del proprio prossimo. Nel “sistema di valori” odierno, sembra che questa sia la cosa più folle di tutte.
SECONDO PREMIO
Nel racconto “Jedan dan van tijela radnice” di Estella Veronica Grubač, la narratrice è un’operaia che sta tornando dal lavoro. Ci sono due ambientazioni principali: un tram cittadino affollato e un bagno con vasca. Nel tram, Grubač ci presenta in modo iperbolico come la stanchezza fisica dissolva l’integrità della narratrice attraverso scene sinestetiche e inquietanti di un processo inarrestabile di disgregazione del corpo operaio, in una rivolta della carne che, nella sua figuratività, unisce connotazioni industriali e sacrali. Nel suo traboccare di stanchezza estrema, il corpo sporca tutto, tocca tutte le persone, che poi, inconsapevoli, lasciano in giro per la città “rosse impronte di scarpe”. Il bagno, con la vasca al centro, diventa luogo di reintegrazione, di ricomposizione e di purificazione nella tenerezza e nell’amore. Il racconto di Estella Veronica Grubač è potente e toccante nella sua concisione: la protagonista non ha tempo per questa rivolta della carne, domani deve tornare a lavorare.
TERZO PREMIO
Il racconto “Pisma drugoj” di Marijana Čanak si sviluppa attraverso uno scambio epistolare tra due amiche, Morana e Romana, finché l’ultima delle due, per un “colpo di fortuna” rimane incinta di Jordan, suo compagno di lunga data. La corrispondenza è confidenziale e sincera: Romana cerca, con i suoi pensieri sulla felicità, di confortare l’amica Morana, che si sente frustrata in ogni aspetto della sua relazione con Dojran, soprattutto in quello intimo. Attraverso una serie di svolte originali e spiritose, l’autrice libera la sua protagonista Morana dal folle ruolo di “cuoca forzata” e dal pantano della dipendenza esistenziale da un uomo. Con l’aiuto tecnico di Tinder, Morana diventa un’imprenditrice indipendente che guadagna sfruttando feticismi e debolezze maschili. “Pisma drugoj” è una virtuosa orchestrazione di diverse voci narrative, uno spettacolo liberatorio di scambi di prospettive sulla privazione femminile.
Brevi biografie dei vincitori del premio
Pavle Aleksić è nato a Belgrado nel 1993 dove ha frequentato la scuola media superiore e si è iscritto all’università. A diciannove anni parte per l’America dove vive tuttora senza indirizzo fisso, lavorando nei bar, spostandosi di città in città. Aleksić è vincitore del premio Đura Đukanov per la raccolta ”Tamo je more”; una scelta dei racconti tratti dalla raccolta è stata pubblicata nel libro “Hartvorm” (2021). Nel 2022 ha vinto il primo premio del 21o Festival europeo del racconto breve a Zagabria, e nel 2024 il 3o premio del concorso Lapis Histriae.
Estella Veronica Grubač è nata nel 2004 a Zagabria. Vive a Ivanec, una cittadina della provincia di Varaždin, dove ha frequentato la scuola elementare e il liceo generale. Attualmente studia germanistica e anglistica presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Zagabria. Scrive prosa e poesia sin dall’età di dieci anni; ha ottenuto dei buoni risultati in vari concorsi (LiDraNo, Poezitiva, Tipka) e con i suoi scritti ha dato dei contributi alle riviste Libromanija (Scuola superiore di Ivanec) e Germanist (Dipartimento di germanistica della Facoltà lettere e filosofia di Zagabria).
Marijana Čanak è nata a Subotica nel 1982. Si è laureata in letteratura presso la Facoltà di lettere e filosofia di Novi Sad. Marijana Čanak è scrittrice e per due volte vincitrice del premio “Laza K. Lazarević” per il miglior racconto contemporaneo inedito e vincitrice del primo premio del concorso “Voja Čolanović” per miglior libro di narrativa (2023). Alcuni suoi racconti sono stati tradotti in inglese, tedesco, macedone e albanese. Finora ha pubblicato il libro di prosa “Ulični prodavci ulica” (2002), la raccolta di racconti “Pramatere” (prima edizione 2019, edizione ampliata 2023), il romanzo “Klara, Klarisa” (2022), entrato a far parte del premio NIN e del premio Vital, la raccolta di racconti “Put od crvene cigle” (2023) il romanzo “Svetlo trojstvo” (2024). Vive come artistica indipendente a Novi Žednik.
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